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Madonna del Rosario 2016

Come ogni anno, la prima domenica di ottobre il quartiere “Cristo” di Alessandria festeggia la solennità della Beata Vergine Maria del Santo Rosario, che con la solenne processione del 15 maggio 1938 è stata scelta come patrona del rione. Una festività che suscita sempre commozione ed entusiasmo nei fedeli provenienti da tutte le parrocchie del quartiere che si radunano nella chiesa di San Giovanni Evangelista.

Le celebrazioni inizieranno giovedì 29 settembre e si concluderanno domenica 2 ottobre.
Il programma vede tutti i giorni alle 17:30 la recita del Santo Rosario, alle 18 la Santa Messa Vespertina e alle 21 il Santo Rosario e la Benedizione Eucaristica. Domenica 2 alle 9 verrà celebrata la prima Messa, e alle 11 la Santa Messa solenne. Nel pomeriggio, alle 17, si canteranno i Vespri Solenni, presieduti da Don Carlo Rampone, Rettore del Seminario Interdiocesano, al termine dei quali si snoderà la Processione per le vie del rione. 

Da ricordare, inoltre, i due concerti: sabato 1 ottobre alle ore 21 alla consolle dell'organo Mascioni siederà l'organista francese Marie Agnès Grall-Menet, mentre sabato 8, sempre alle ore 21, appuntamento con la musica per archi con l'ensemble de "L'Archicembalo" che porterà nella nostra chiesa un concerto della rassegna "Alessandria Barocca".

Una certa mentalità potrebbe trovare la preghiera del Rosario una pratica fuori luogo per il mondo moderno. Le parole non sono mai state così tante e tanto libere: basta il tempo di un “cinguettìo” ed il “detto” diventa subito un “già detto”: occorre essere originali, o se ne rimarrà travolti.
Se così vanno le cose tra gli uomini, penserà qualcuno, perchè non dovrebbero andare diversamente con l'Altissimo? E allora, che senso ha ripetere per cinquanta volte la stessa Ave Maria? É una preghiera adatta solo per la gente semplice dei tempi andati?
Evidentemente le cose non stanno così.

La preghiera del Rosario conduce il Cristiano lontano: lo guida nella Grotta di Betlemme, nel fiume Giordano, nell'orto degli Ulivi fin sul Golgota, nel Cenacolo della Pentecoste, nella gloria dell'Assunzione.
Si tratta, a ben vedere, di realtà che nessuna mente umana potrà mai contemplare compiutamente: nemmeno un fiume di parole umane potrà mai descrivere pienamente uno solo dei misteri del Rosario, neppure a costo di riempire le biblioteche (oppure il web) dei più dotti trattati.
Rincorrere le parole umane sarebbe inutile quanto frustrante: solo nella umile ripetizione delle parole dell'Angelo la nostra preghiera può associarsi al Coro Celeste.

Lo avevano capito bene i nostri nonni, che si trattenevano nella preghiera del Rosario in tante occasioni. Conoscendo il lavoro della campagna, sapevano che per avere un buon raccolto occorre lavorare la terra con infiniti solchi di vanga. Un gesto ripetitivo, talvolta faticoso, ma indispensabile per ottenere un buon frutto ed un abbondante raccolto: la stessa umiltà, la stessa dedizione deve essere il tratto distintivo dell'anima che si eleva a Dio.

E' questa la grande lezione che Maria ci dona attraverso il Rosario: vale davvero la pena, soprattutto per i più giovani, di superare qualche iniziale ritrosia, per aprirsi alla sapienza antica di questa preghiera così semplice e profonda.
Maria è la nostra speranza e la nostra forza, ci assiste e ci protegge con amore materno.
A lei rivolgiamo la nostra comune preghiera: “Maria, piena di grazia, interceda sempre per noi!”.

L.S.

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26th January