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Storia delle confraternite liguri

L’origine delle Confraternite viene fatta risalire all’anno 1230 quando si svolgono in Italia le prime processioni di ‘battuti’ cioè di flagellanti. Questa pratica di devozione popolare si consolida dal 1260 dopo che una grande processione di flagellanti, partiti dall’Umbria, giunge in Liguria. A Genova nel 1300 esistono già delle Confraternite (Casacce) cittadine (S.Giovanni, S.Giacomo di Pre, S.Caterina, S.Antonio) e ne vengono fondate altre, quali S.Bartolomeo, S.Giorgio e S.Croce. Nell’entroterra e sulla costa in quegli anni sorgono S.Giacomo di Pino, S.Stefano di Rivarolo, S.Martino di Pegli, S.Ambrogio di Voltri e SS.Nicolò ed Erasmo di Voltri. I secoli XVII-XVIII sono gli anni del massimo splendore per le Casacce genovesi e liguri: ogni processione era una parata festosa e spettacolare.

Il periodo dopo la Rivoluzione francese è invece uno dei più bui per le confraternite: nel 1798 il Direttorio legislativo della Repubblica Ligure ordina la requisizione dei preziosi di Chiese, Conventi ed Oratori. Nel 1814 i francesi lasciano la Liguria; molte Confraternite si ricostituiscono e riprendono le processioni, mentre altre non riaprono più i battenti. La riorganizzazione urbanistica di Genova, nella seconda metà del secolo scorso chiude definitivamente la storia delle secolari Casacce cittadine, mentre le Confraternite dell’entroterra e della riviera continuano tuttora la propria attività. Le Confraternite di Genova unitamente a quelle delle valli voltresi (tra cui quella di San Bartolomeo alle Fabbriche che ha partecipato alla processione della Beata Vergine del Santo Rosario) hanno organizzato un percorso che unisce storia, arte e fede, ponendo al centro dell’attenzione i luoghi (gli oratori e le chiese sede delle confraternite), i crocifissi e le statue dei santi, raffiguranti momenti significativi della vita dei canonizzati.

Beatrice Malavenda

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26th January