Gli organi

Il Grande Organo Mascioni 2010

Caratteristiche costruttive

L’organo è contenuto in una cassa di risonanza di abete, dipinta a tempera.

Ha un prospetto di canne in alta lega di stagno (90%) articolato in otto campate di canne sonanti corrispondenti al Principale di 16’ del Grand’Organo, al Principale 8’ e al Principale 4’del Positivo.

I corpi sonori sono cosi disposti: Positivo sopra la Consolle, Grand’Organo e Recitativo in alto, Pedale diviso per semitoni ai lati.

La consolle è inserita nel basamento dell’organo ed ha:

  • le tastiere di abete ricoperte in osso (i naturali o tasti bianchi) ed ebano (i cromatici o tasti neri);
  • la pedaliera a tasti paralleli, leggermente concava, in rovere con masselli d’ebano (i cromatici);
  • il comando dei registri a pomello estraibile con dicitura scritta a mano su dischetto di ceramica.

Le trasmissioni sono meccaniche per le tastiere, elettriche per il comando dei registri.

Quelle meccaniche sono composte da tiranti in sottilissime liste di abete con terminali in filo di alluminio al magnesio filettato per la regolazione con dadi di cuoio; le squadrette e le leve di rimando sono di legno onde evitare inerzie nel movimento; le riduzioni sono di ferro con perni d’acciaio rotanti su supportini di pero feltrato in cachemire. Una meccanica di tipo “fluttuante” regola automaticamente le “corse” evitando i periodici interventi di regolazione.

L’elettrificazione del registro e delle unioni é realizzata con l’impiego di appositi elettromagneti, mentre la memorizzazione delle combinazioni aggiustabili é assicurata da un centralino elettronico a microprocessore, dotato di autoanalisi e filtri di protezione.

I somieri sono del classico tipo “a tiro”, a canale per tasto. Il telaio e le coperte sono di rovere, le stecche di noce, i ventilabri di abete; questi ultimi sono guarniti di doppia pelle e dimensionati in base al volume d’aria richiesto per ogni canale onde ridurre al minimo lo sforzo del tasto.

La cura nella scelta del legname (senso della venatura) e gli incollaggi fenolici assicurano l’indeformabilita delle strutture lignee anche in presenza di variazioni igrometriche.

Le guarnizioni di tenuta d’aria sono in pelle d’agnello, le punte di guida in ottone, le molle dei ventilabri di acciaio armonico. Il crivello è in abete massello.

I mantici, opportunamente dimensionati, sono del tipo “a sacca” con pieghe in robusta pelle di montone. Le condutture porta-vento sono in abete massello; 1’aria e fornita da un elettroventilatore silenzioso, collocato al lato sinistro esterno dell’organo. Le pressioni del vento sono differenziate per i diversi corpi sonori.

La cassa espressiva, relativa ai registri della III tastiera, e realizzata in abete di forte spessore (mm. 50) mentre l’intensità del suono e regolata da griglie mobili verticali dotate di panno per una totale silenziosità nella chiusura, il loro movimento di apertura e ottenuto con opportune tiranterie collegate meccanicamente alla rispettiva staffa nella consolle.

Le canne di metallo, in lega di stagno e piombo variabile secondo le esigenze sonore di ciascun registro, sono ricavate da lastre fuse su tela nel laboratorio della Ditta Mascioni e lavorate a mano.

Le canne di legno sono di abete esente da nodi ed a lungo stagionato; i coperchietti e le bocchette porta-vento sono di rovere, i tamponi dei registri hanno guarnizioni di panno e pelle a garanzia di una buona tenuta; le pareti interne sono impermeabilizzate con colore a base di terra rossa e colla organica.

L’accordatura è eseguita a temperatura equabile (La 440Hz a 18°).

Disposizione fonica

Prima tastiera - Grand'Organo
Seconda tastiera - Positivo
Terza tastiera - Espressivo
Pedale

Principale  16’

Principale  8’

Flauto doppio  8’

Viola da Gamba  8’

Ottava  4’

Flauto  4’

Duodecima  2.2/3’

Decimaquinta  2’

Ripieno 6 file  1.1/3'

Cornetto 5 file  8'

Tromba armonica  16’

Tromba  8'

Tuba  8’

Campane

Tremolo

Principale  8’

Flauto a camino  8’

Ottava  4’

Flauto a cuspide  4’

Flauto in XII  2.2/3’

Ottavina  2’

Terza  1.3/5’

Cembalo 2 file  1’

Cromorno  8’

Tremolo

Controgamba  16’

Principale  8’

Corno di notte  8’

Salicionale  8’

Flauto  4’

Flautino  2’

Terziana 4 file  5.1/3’

Plen jeu 5 file  2’

Tromba armonica  8’

Oboe  8’

Vox Humaine  8’

Voce Celeste  8’

Tuba  8’

Tremolo

Contrabbasso  16’

Subbasso  16’

Quinta  10.2/3’

Basso  8’

Flauto  8’

Corno  4’

Bombarda  16’

Controfagotto  16’

Fagotto  8’

Fagottino  4’

Tuba  8’

 

 

Inaugurazione dello strumento (2 giugno 2010)

 

Dopo la realizzazione della fontana con il Cristo Risorto e S. Giovanni Evangelista, primo testimone tra gli apostoli della Risurrezione di Gesù, ora si è realizzato il sogno di avere nella nostra comunità uno strumento di valore, un’opera d’arte che sia espressione di questo Rione che sta crescendo unito nei valori umani e di fede. Come dice François Gervais: “Dio non ti ispira nessun sogno senza darti il potere di realizzarlo”.Per cui va al Signore la nostra prima riconoscenza.

Lo strumento dell’organo dà risalto alle celebrazioni: aiuta ad elevare la lode al Signore.

La musica è un mistero di suoni che vengono dall’alto e in essi la comunità si sente coinvolta.
Aiuta a rendere più gioioso il giorno di festa,  aiuta ad elevare a Dio la propria anima e mettere nelle sue mani le anime dei nostri cari. La musica è l’espressione del cuore e della mente.

Dove mancano le parole, parla la musica. Diceva Pio XII: “La bella musica è un linguaggio universale che parla direttamente da cuore a cuore, oltre i muri, oltre i confini delle nazioni”.

Quest’anno coincide con il mio 40° anniversario di sacerdozio.

Per cui quest’opera vorrebbe significare il mio grazie a Mons. Giuseppe Almici che mi ha ordinato sacerdote, a Mons. Fernando Charrier che ha permesso e incoraggiato l’opera, ai parrocchiani e amici che l’hanno sostenuta. Ringrazio i responsabili dell’Ufficio diocesano dell’arte sacra Prof. Luciano Orsini e l’Architetto Dott. Luigi Visconti per i validi suggerimenti.

L’offerta maggiore per iniziare l’opera è stata data dai miei Genitori Luigi ed Ines: frutto di anni di lavoro e sacrifici nelle terre del Polesine. Il 2 Giugno è il giorno di nascita di mio padre, ed è questo il motivo della scelta del giorno per l’inaugurazione.

Alle perplessità di un’avventura nel realizzare un’opera come questa (ricordo le parole del Diacono Antonio Travaino: “Ce la farai? Io avrei paura di un’impresa così!), sono venuti in aiuto due grandi amici, Renato Alignani e Mario Giordano, i quali, con un segno tangibile, mi hanno fatto capire di andare avanti!

Ringrazio la Ditta Mascioni per aver accettato la proposta di lavoro, per avermi dato fiducia,
e i suoi collaboratori che  nell’azienda lavorano con impegno, competenza e simpatia. In questa Ditta ho trovato una vera Famiglia Mascioni di nome e di fatto.

Ringrazio vivamente il M° Massimo Nosetti per la preziosa e competente consulenza;
Mons. Giuseppe Versaldi per la benedizione di quest’organo, pregio non solo di questa comunità, ma di tutta la Diocesi.

Questa comunità affida al Signore non solo questo strumento, ma soprattutto la vita delle proprie famiglie, nella speranza, fatica, gioia e sofferenza di ognuno, perché il Signore realizzi nella sua provvidenza ogni sogno che sta nel profondo di ogni cuore:
la musica, infatti, può dire le cose che il cuore sogna.

don Claudio

L'organo corale Balbiani - Vegezzi Bossi

In coro è situato un piccolo organo, ad un manuale, costruito dalla ditta Balbiani Vegezzi Bossi, a trasmissione pneumatica. E' stato installato in chiesa a partire dal dopoguerra.

Dopo la costruzione del grande organo Mascioni presta ancora servizio nei giorni feriali, in attesa che un restauro, oltre a restituirgli la piena sonorità, gli dia una intonazione compatibile con l'altro grande strumento.

22nd June